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Coccole e Marketing • melius rassicurare quam deficere

Per chi non avesse letto il nostro articolo di inizio quarantena (eccovelo qui) avevamo già parlato di comunicazione sussurrata in contrapposizione a quella urlata e avevamo posto una particolare attenzione sull’empatia e la gentilezza. Negli ultimi 3 mesi quindi, abbiamo puntato tutto sulle coccole. Coccolando i nostri clienti, invitando i nostri clienti a fare lo stesso con i loro e tracciando strategie di comunicazione e marketing che puntassero a fare esattamente quello.

Ha funzionato? Sì!
Ha funzionato anche per i nostri clienti?

Incertezza = Paura

Qual è stato il più forte sentimento provato negli ultimi mesi? L’incertezza.

Ci siamo trovati a non poter più programmare o pianificare nulla, vivere alla giornata.

Il nostro tempo è stato scandito da dpcm e dirette che attendevamo con l’ansia di chi si prepara ad un esame, per poter reagire, adattarsi e riattivarsi nel minor tempo possibile.

L’incertezza crea paura, che è un po’ la stessa sensazione di quando ci troviamo al buio in una stanza che non è la nostra, abbiamo paura perché non sappiamo dove stiamo, dove sono le cose di cui abbiamo bisogno e come possiamo muoverci.

Quello di cui abbiamo bisogno è rassicurazione. E per rassicurazione non intendiamo una frase che ci tranquillizzi, intendiamo una mano che stringe la tua e dice “sono qui con te, mi ricordo di aver visto delle torce da qualche parte, adesso le troviamo”.

La gentilezza è gratis

La maggior parte degli esercizi commerciali, dei ristoranti, delle agenzie, delle partite iva e di chi si è dovuto fermare, ha dovuto vivere dei propri risparmi e si è trovato a fronteggiare una mancanza di entrate che ha abbassato a zero il proprio budget per comunicazione e pubblicità.

Ci sono cose però, che sono assolutamente gratuite. Alcuni esempi?

• essere gentili
• chiamare i propri clienti per nome e ricordarsi di loro
• essere personali
• ringraziare pubblicamente i propri clienti, i propri collaboratori e i propri fornitori
• lavorare pro bono
• offrire consigli
• condividere i propri talenti

• chiedere ai propri clienti come puoi essere d’aiuto

L’abuso digitale e la riscoperta analogica

Questo abuso di zoom, videocall varie, e-commerce e qualsiasi altro tipo di strumento ed esperienza digitale ci hanno portato ad andare a ricercare una fisicità e una materialità che ci mancava.

Pensavate che il risvegliarci tutti panificatori fosse casuale eh!

Cosa possiamo considerare una coccola analogica?

• un biglietto scritto a mano
• una fotografia stampata su carta fotografica
• un packaging riutilizzabile in vetro, in carta o plastica dura
• un disegno
• qualsiasi cosa fatta a mano
• un fiore

• una cartolina

La simulazione, diventare esempio e innescare una catena virtuosa

Prima di proporre strategie a base di coccole ai nostri clienti abbiamo deciso di testarlo in primis come agenzia. Abbiamo capito che l’onda poteva essere cavalcata o poteva buttarci giù, non ci siamo impauriti e ci siamo tenuti stretti le persone, perchè prima di essere clienti e fatture sono persone che incontriamo, che hanno vite e vissuti vicini o lontani dal nostro, che hanno storie, paure e passioni.

Li abbiamo abbracciati (virtualmente) e gli abbiamo detto che da qualche parte ci ricordavamo di aver messo le torce. Abbiamo navigato a vista. Abbiamo sperimentato. Abbiamo investito tempo nel confrontarci con loro. Abbiamo preferito le telefonate alle email. Abbiamo condiviso le nostre storie personali. Abbiamo pensato e agito out of the box.

Non abbiamo fatto annunci. Non abbiamo fatto promozioni. Non abbiamo urlato alla svendita. Non abbiamo venduto formule magiche o filtri miracolosi.

Abbiamo ottimizzato l’ottimizzabile. Abbiamo lanciato e abbracciato progetti e iniziative pro bono. Da Deliveryroma a TuttiControCovid, dai ristoratori agli ospedali, dal nostro mondo a quello che più ne aveva bisogno.

Ogni reazione è stata positiva. Ogni coccola ha generato un circolo virtuoso di persone, aziende e clienti entusiasti che si sono rimboccati le maniche per fare lo stesso.

I risultati?

SORPRENDENTI.

Riferimenti importanti:

1. Il libro di Saverio Tommasi, Fanpage.it

Sapete come si chiama il libro del reporter di punta di uno dei tre giornali online più cliccati d’Italia? “Siate ribelli. Praticate gentilezza

2. Neuroscienze, l’ossitocina

«Per esempio l’ossitocina – definita l’”ormone dell’amore e delle coccole”, quello che stimola l’attaccamento tra madri e figli, la generosità e la fiducia e riduce lo stress – è connessa con le relazioni sociali: favorisce il riconoscimento dei volti e potrebbe aiutare a ridurre i disturbi legati all’autismo. Uno spray all’ossitocina potrebbe dunque rendere migliore il mondo?»

tratto da un articolo di Annamaria Testa

3. La definizione Treccani

“còccola1 s. f. [dim. del lat. coccum «chicco, grano», dal gr. κόκκος]. – 1. In botanica: a. Corpo fruttifero dei ginepri, risultante da tre o più carpelli, i quali dopo la fecondazione degli ovuli diventano carnosi e si fondono insieme in un corpo rotondo o ellissoidale, contenente uno o più semi; è detto anche, impropriam., bacca di gineprob. Per estens., frutto (vero) di aspetto simile alla coccola dei ginepri: cdi spincervinoc. Coccole di levante, nome dei frutti di un arbusto delle menispermacee (Anamirta cocculus), indomalese: sono drupe poco più grandi d’un pisello, brune, contenenti semi con alta percentuale di cocculina, ad azione narcotica. 2. ant., scherz. Testa: Sicché comincia a girar lor la coccola (Pulci).”

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