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Ritornare a casa: il progetto Pulejo

Ritornare a casa per ritrovare quel tempo che sembra perduto. Davide Puleio ha lasciato Milano ed è tornato nella sua Roma, è tornato a casa. O meglio la sua casa l’ha costruita, in via dei Gracchi: il ristorante che porta il suo nome, il cognome della sua famiglia.

Qualche settimana fa il Ristorante Pulejo ha aperto le sue porte, ma noi abbiamo avuto l’onore di far parte di tutta la sua gestazione. Abbiamo visto crescere il progetto tassello dopo tassello, ne abbiamo abbracciato la filosofia, sentendoci anche noi un po’ parte della famiglia.

11 tavoli e 30 coperti, l’obiettivo di Davide è quello di accogliere i commensali in un ambiente caldo e rassicurante, di farli sentire nel proprio posto sicuro, un luogo dove lasciare andare le preoccupazioni ed il tran tran, la routine. Da Pulejo, appunto, ci si sente rilassati, sereni e pronti ad assaporare un piatto dopo l’altro come se fossero premi ricevuti per essere sopravvissuti ancora una volta allo stress della vita quotidiana.

Strategie comunicative ed evocazioni sensoriali

Attraverso uno studio accurato dei gusti e con l’utilizzo di tecniche culinarie moderne e raffinate, chef Puleio ci conduce in un viaggio che parte dalle sue radici, passa per i suoi cavalli di battaglia (Peperone come Manzo e Milano-Roma tra gli altri), fino ad arrivare a sperimentare senza confini per stuzzicare la nostra memoria, in un’evocazione sensoriale che gioca con il gusto.

Sin dall’inizio questo progetto ci è sembrato talmente bello che è stato impossibile non entusiasmarsi. Quando un locale è costruito con impegno e tanto cuore, l’aspetto comunicativo deve essere altrettanto strutturato, d’impatto, deve riuscire a trasmettere la dedizione che c’è dietro.

Abbiamo da subito improntato un pre-lancio social, che mirava a raccontare il ristorante sin dalle sue prime fasi, da quando ancora non era aperto ma già era casa. Questo ha fatto sì che l’utente fosse stuzzicato dai dettagli, che si appassionasse al progetto e che attendesse con ansia di poter vivere l’esperienza promessa.

Abbiamo provveduto ad aprire i canali social, ci siamo occupati del set up delle infrastrutture.

Un approccio di profondità

Siamo stati incaricati della direzione creativa dello shooting con il fotografo Alessandro Barattelli. Quando ci si occupa della comunicazione di un ristorante di questo calibro, è essenziale che gli scatti siano sofisticati ed espressivi, che siano curati nel dettaglio come i piatti che vengono serviti a tavola.

Quella di Puleio è una cucina emotiva, caratterizzata da una spiccata sensibilità materica. Questo approccio di profondità doveva trasparire anche dalle foto che avrebbero rappresentato il ristorante e Barattelli è riuscito a coglierne l’essenza. I suoi scatti hanno un quid in più: uno spiccato gusto per il design e dettagli stilistici che non passano inosservati agli occhi dei più esperti.

Comunicazione social media, newsletter ed email marketing, hanno fatto sì che la notizia dell’apertura rimbalzasse tra le testate dell’ambiente e che si creasse entusiasmo per l’imminente apertura.

Quello che fa la differenza

Il concept comunicativo è ben delineato e lo storydoing è un flusso costante che permette lo scambio tra l’utente ed il cuore di Pulejo. D’altronde si dice che la felicità sia tale solo se condivisa no?

L’accoglienza che ha ricevuto il ristorante e che continuiamo a riscontrare sia sui social, che dal vivo, ci ha confermato che la nostra strategia comunicativa ha funzionato.

A volte quando si parla di chef stellati si dimentica l’aspetto umano, improntando la comunicazione su un livello puramente professionale. Quello che ha fatto la differenza con Pulejo sono i volti che sorridono, le mani che lavorano, che creano, che abbracciano e fanno sentire a casa.

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