- Naming e brand identity
- Studio del logo e lettering
- Registrazione del marchio
- Direzione creativa
- Applicazione editoriale (The Follis Reporter)
- Progettazione materiali applicativi
Il Conte in Botte non è una semplice miscela, è parte integrante dell’identità, nonché uno dei cocktail più amati e venduti di Follis, Ristorante e American Bar di Fiumicino.
Per l’intero bar team, proprietà compresa, il Negroni non è un drink come gli altri, ma è il classico a cui si torna sempre, il cocktail del cuore. Da questa passione comune ha preso forma il tributo che oggi conosciamo come Conte in Botte e per cui Follis ci ha chiesto di costruire una brand identity completa, con un nome registrato e un proprio logo. La domanda da cui siamo partiti per il progetto non era come disegnarlo, ma cosa decidere di farlo diventare.
Il Conte in Botte è una creazione di Samantha Parente, bar manager di Follis, e si contraddistingue per la sua ricetta segreta, che prevede un affinamento di 30 giorni in botte di rovere francese.
L’intuizione è stata che la brand identity non dovesse nascere dal cocktail (dal colore, dagli ingredienti, dalla botte), ma dal nome. Il soggetto storico da cui partire era proprio Camillo Negroni, il conte fiorentino che agli inizi del Novecento chiese al suo bar di Firenze una variazione dell’Americano e fece nascere il Negroni, segnando la storia della miscelazione mondiale. La ragione per cui ci siamo ispirati a quest’ultimo è la stessa per cui il drink celebra un’eredità e non un’innovazione.
Sull’iconografia il riferimento era già dato dalle fotografie del Conte che lo raffigurano con la tuba dei gentiluomini dell’epoca. Sulla tipografia invece abbiamo scelto di ispirarci al futurismo italiano degli anni Trenta e Quaranta, il periodo in cui la mixology italiana nasce come fenomeno culturale, ed è anche quello in cui Campari, ingrediente fondamentale del Negroni e sponsor della drink list che ha aperto la strada al progetto, costruisce la grafica che diventerà la veste visiva dell’aperitivo italiano nel mondo.
Il lavoro del logo è partito dalla tuba, utilizzata come elemento sintetico: serviva a richiamare il Conte e a renderlo leggibile anche se stampato in piccolo. Il lettering è stato disegnato a partire dai caratteri appuntiti e bold del futurismo, sempre in stampatello, mai minuscolo, con quel rigore geometrico che si ritrova negli archivi della propaganda visiva dell’epoca. La scelta più importante è arrivata sul mark complessivo: abbiamo inserito la tuba dentro una forma circolare, e quel cerchio fa due lavori in contemporanea. Da un lato richiama la botte di rovere del cocktail e dall’altro raccoglie un’eredità grafica più ampia, quella dei superalcolici, dove il cerchio è da sempre il segno con cui si dichiarano valore e provenienza, dai bolli alle etichette d’epoca fino ai francobolli.
Il Conte in Botte® oggi è un marchio registrato Follis, un sigillo che tutela la ricetta segreta del drink e la tecnica di affinamento in botte, diventata firma distintiva di Follis. La sua prima applicazione è nel The Follis Reporter, dove al cocktail è dedicata una pagina come Guest Star, con il proprio logo, il proprio lettering e il racconto della sua genesi.
Quello che a inizio progetto era un cocktail come gli altri oggi è un oggetto del mondo Follis che può vivere come sigillo su ogni supporto: dalla personalizzazione dei sottobicchieri a quella della botte di rovere dove avviene l’affinamento. Per un signature cocktail, è la differenza tra esistere solo dentro un menu e poter esistere come marchio, con una storia che si racconta da sé.