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Lo Scalco dell’Aquila è il nuovo capitolo di una storia di famiglia che nasce in Abruzzo nel 1935: quella degli Ippolito, oggi alla quinta generazione. Nato dalle radici del Ristorante Delfina di Pizzoli e rilanciato nel 2019, dopo il terremoto del 2009, dentro un palazzo storico di Piazza San Pietro, oggi è nelle mani di Massimiliana Ippolito in sala e di suo padre Armando (Ambasciatore del Gusto per la regione Abruzzo) con suo zio Gianni in cucina. Negli stessi anni il ristorante è diventato anche un centro culturale, con spazi espositivi, serate letterarie e incontri con artisti e scrittori.
Con la nomina dell’Aquila a Capitale della Cultura, Lo Scalco si è inserito nel progetto “Aquila Multiverso” in modo del tutto spontaneo, forte di un percorso iniziato già nel 2019 tra le mostre negli Horti e gli incontri letterari in sala. Il programma cittadino copre tutto l’anno e punta sulla cultura come motore di crescita, con una forte integrazione tra pubblico e privato e una particolare attenzione ai giovani e al sistema museale, bibliotecario e universitario.
Il percorso per il 2026 parte da dodici mostre di artisti diversi durante l’arco dell’anno, e la nostra scelta per comunicarlo è stata semplicemente quella di raccontare la cucina, l’arte e le parole sotto un’unica voce, usando i riflettori della città per dare visibilità a un’identità che esisteva già.
Questa visione ha trasformato l’agenda degli appuntamenti nel motore principale del racconto digitale, svelando l’eccellenza dei piatti di Armando e Gianni all’interno di un palinsesto ordinato.
Tra gli eventi ospitati, spicca il format “Lo Scalco Incontra”, che continua ormai da anni, e si struttura attraverso cene-evento in collaborazione con il giornalista Angelo de Nicola, in cui si affrontano temi culturali legati alla città de L’Aquila. Questi eventi rendono il ristorante un punto di riferimento culturale, offrendo non solo una straordinaria esperienza culinaria, ma anche un luogo di incontro e scambio di idee.
Un esempio perfetto di questa formula è stata la serata speciale organizzata in occasione del 90° anniversario del ristorante: un appuntamento di racconto, incontro e condivisione in cui Angelo De Nicola ha presentato Bruno Vespa e i suoi vini. L’evento ha offerto agli ospiti un’esperienza enogastronomica unica attraverso un viaggio tra racconti, tradizione e vini capaci di parlare del territorio.
Sul piano operativo, l’anno si sviluppa secondo un ritmo mensile chiaro, continuano gli Horti dello Scalco, ovvero spazi dove arte ed enogastronomia si intrecciano tra mostre temporanee e opere permanenti di artisti locali e internazionali che decorano il locale e lo rendono un ambiente unico e stimolante.
Le esposizioni si alternano regolarmente alle serate culturali su prenotazione, dove la parola e il gusto dialogano in armonia. È lo stesso ritmo mensile con cui, l’anno scorso, avevamo costruito insieme il format Archivio Delfina: per i 90 anni del ristorante, ogni mese, abbiamo riportato in carta un piatto storico della famiglia, intrecciando memoria gastronomica e racconto digitale.
Oggi Lo Scalco si presenta all’anno della cultura italiana svelando la sua vera essenza: un luogo dove cucina, letteratura, arte e parola si presentano come parti di una sola identità.
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