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Quando Follis ci ha chiamati a gennaio del 2026, la richiesta del bar team era ben precisa: volevano una drink list capace di distinguersi dalle altre, qualcosa di originale che raccontasse l’identità di Follis. Per noi il punto non era solo trovare un formato sorprendente, ma decidere cosa quel formato dovesse poter dare al cliente che un menu da consultazione non sa dare.
Ci hanno proposto un formato non convenzionale, la rivista. Due anni fa avevamo già creato una drink list insieme: un facsimile di passaporto in carta telata, con impressione in oro a caldo, filigrane e timbri, dove ogni cocktail era un viaggio e la vicinanza tra Follis e l’aeroporto non poteva essere una coincidenza…
Follis si trova in via di Torre Clementina, la cosiddetta “passeggiata di Fiumicino”: da qui è nata l’idea di ispirarsi alla Walk of Fame di Hollywood e all’iconico magazine dell’Hollywood Reporter.
Ogni cocktail andava quindi agganciato a un film o a una serie che ha fatto la storia del cinema, dai più iconici come Taxi Driver, Agente 007 e La febbre del sabato sera, ai più recenti come Bridgerton e Il Grande Gatsby.
L’indice della rivista guida il lettore in un percorso che parte dal raccontare le star del momento, i nuovi cocktails, per proseguire con il “Road of Memories”, un inserto dedicato ai quattro cocktail più iconici della storia di Follis e in aggiunta la guest star, il Conte in Botte.
Il nome “Road of Memories” è un omaggio ai Rolling Stones, mentre i testi citano il “Dedicato a noi” di Ligabue, trasformando la memoria aziendale in un racconto musicale senza tempo. Questa visione si riflette direttamente nella scelta della copertina, un richiamo all’estetica dell’album “The Bitter End” dei Placebo.
Il lavoro è partito dallo studio delle copie reali dell’Hollywood Reporter, per settimane abbiamo smontato griglie, font, tagli delle foto, ritmo dell’indice e formattazione dei testi, e da quello studio è uscito il layout del “The Follis Reporter”.
Per rendere il prodotto più realistico ed originale possibile, ci siamo occupati anche della produzione fotografica, progettando e realizzando uno shooting ad hoc. La foto della copertina ha come protagonista proprio il bar team di Follis, che si è messo in gioco diventando il primo ambassador del progetto.
Tutto studiato nei dettagli: outfit black tie, finte statuette degli Oscar e come sfondo le grandi tende di velluto arancione che caratterizzano il locale e ricordano proprio le tende rosse di velluto dei cinema e dei teatri.
Ogni pagina del menù è pensata per offrire un’esperienza di intrattenimento per il lettore, proprio come un magazine. Oltre la scheda tecnica del cocktail, infatti, è stata raccontata la sua storia: la citazione del personaggio, il riferimento al film e al drink d’ispirazione, ed infine il focus sul distillato utilizzato, un dettaglio studiato per informare il lettore e raccontare la partnership di Follis con Bulldog, del Gruppo Campari.
Il magazine entra in stampa questo mese con il prezzo direttamente in alto alla copertina: in questo modo la drink list, dopo l’ultimo sorso, esce dalla porta del bar nelle mani del cliente, come una qualsiasi rivista da edicola.
Insieme alla rivista, però, si muove anche qualcosa che riguarda chi l’ha fatta: per la prima volta il bar team di Follis firma un proprio materiale come autore, e non come figura di sfondo di una comunicazione costruita da altri. Ed è così che da semplice drink list, il The Follis Reporter, è diventato un oggetto di branding, narrazione, informazione e vendita.